Domande e risposte

Generali

L’Eurirs, o semplicemente IRS, è uno di quegli elementi della finanza che chi sta cercando un mutuo deve imparare a conoscere. EURIRS è l’acronimo di “Euro Interest Rate Swap” ed è uno specifico tipo di contratto finanziario in cui le parti coinvolte scambiano pagamenti periodici di interessi, con uno dei tassi di interesse basati sulla valuta euro. Si tratta di un indice; in particolare, è un parametro che determina il costo dei mutui a tasso fisso.

Il TAEG è il tasso annuo effettivo globale, cioè il costo totale del credito espresso in percentuale annua rispetto al capitale erogato. Il “costo totale del credito” include gli interessi e tutti gli altri costi, compresi gli eventuali compensi di intermediari del credito, le commissioni, le imposte e le altre spese, a eccezione di quelle notarili, che il consumatore deve pagare in relazione al contratto di credito e di cui il finanziatore è a conoscenza. I costi esclusi dal calcolo del TAEG consistono in: costi coperture assicurative se facoltative; eventuali penali o somme dovute per l’inadempimento di qualsiasi obbligo contrattuale inclusi gli interessi di mora.

Mentre il TAEG rappresenta il costo totale del credito così come determinato dalla legge sulla trasparenza, il TEG indica il costo complessivo del credito, determinato in base alla legge sull’usura. Il TEG del finanziamento, si confronta con il TEGM (tasso effettivo globale medio) al fine di stabilire che la singola pratica non superi la soglia di usura da quest’ultimo determinato. Le basi di calcolo del TAEG e del TEG sono differenti in quanto alcuni costi sono inclusi nel TAEG e non nel TEG (es. imposte) e vi è un differente trattamento dei costi assicurativi.

Lo spread è la percentuale, variabile da banca a banca, che viene applicata al tasso di interesse di riferimento per determinare il tasso di interesse a cui viene concesso il mutuo. Lo spread va quindi sommato al valore corrente dell’IRS per determinare il tasso di interesse di un mutuo a tasso fisso e all’Euribor (a 1 mese, a 3 mesi o a 6 mesi) per stabilire il tasso di interesse di un mutuo a tasso variabile. Lo spread viene definito quando si mettono a punto le condizioni a cui viene erogato il finanziamento e rimane fisso per tutta la durata del contratto. Lo spread rappresenta il ricavo che la banca ottiene tramite la concessione del mutuo.

L’Euribor è il tasso interbancario di riferimento comunicato giornalmente dalla European Money Markets Institute (EMMI, in precedenza nota come European Banking Federation, EBF) come media dei tassi d’interesse ai quali primarie banche attive nel mercato monetario dell’euro, sia nell’eurozona che nel resto del mondo, offrono depositi interbancari a termine in euro ad altre primarie banche. Per primaria banca si intende un istituto di credito con elevata affidabilità per i depositi a breve termine, capace di prestare a tassi di interesse competitivi, notoriamente attivo in strumenti di mercato monetario denominati in euro e con accesso alle operazioni di mercato aperto dell’Eurosistema. La sua nascita è coincisa con quella dell’euro (4 gennaio 1999), ed è andata a sostituire i diversi tassi di mercato monetario utilizzati nei singoli Paesi (in Italia era usato il Ribor – Roma Interbank Offered rate). 

L’Eurirs, o semplicemente IRS, è uno di quegli elementi della finanza che chi sta cercando un mutuo deve imparare a conoscere. EURIRS è l’acronimo di “Euro Interest Rate Swap” ed è uno specifico tipo di contratto finanziario in cui le parti coinvolte scambiano pagamenti periodici di interessi, con uno dei tassi di interesse basati sulla valuta euro. Si tratta di un indice; in particolare, è un parametro che determina il costo dei mutui a tasso fisso.

Il preammortamento è una formula prevista da contratto in alcuni finanziamenti e identifica il periodo che intercorre tra la data di erogazione del finanziamento stesso e la data di inizio ammortamento. In questo periodo, di durata variabile, il debitore è tenuto al pagamento di rate ridotte costituite dalla sola quota interessi.

Le spese di istruttoria sono gli importi che la banca addebita ad un cliente per le pratiche e le formalità necessarie all’erogazione di un mutuo, un finanziamento o di un fido. Si tratta di costi connessi all’apertura della pratica e allo studio di requisiti e documenti. Possono essere di importo fisso o espresse come percentuale sull’importo del finanziamento o del fido.

L’ OAM, acronimo di Organismo degli Agenti e dei Mediatori creditizi, è un’associazione, nata nel 2011, che ha funzioni di vigilanza sulla rete distributiva del settore del credito. In particolare, l’OAM gestisce l’albo dei mediatori creditizi e quello degli agenti in attività finanziaria, detta le regole per la formazione di queste due figure professionali e vigila sul rispetto delle leggi in questo settore, con poteri ispettivi e sanzionatori.

È Agente in attività finanziaria il soggetto che promuove e conclude contratti relativi alla concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma o alla prestazione di servizi di pagamento, su mandato diretto di intermediari finanziari, istituti di pagamento, istituti di moneta elettronica, banche o Poste Italiane. Gli stessi possono svolgere esclusivamente l’attività appena indicata, nonché attività connesse o strumentali alla medesima (cfr. art. 128-quater, comma 1, del TUB). Gli Agenti in attività finanziaria svolgono la loro attività su mandato di un solo intermediario o di più intermediari appartenenti al medesimo gruppo. Nel caso in cui l’intermediario offra solo alcuni specifici prodotti o servizi, è tuttavia consentito all’Agente, al fine di offrire l’intera gamma di prodotti o servizi, di assumere due ulteriori mandati (cfr. art. 128-quater, comma 4, del TUB).

Crediti IVA

Quando una partita IVA acquista un bene o un servizio ed il venditore emette una fattura, il prezzo è rappresentato dal costo del bene più l’imposta sul valore aggiunto; con questa operazione si viene a creare un credito con il Fisco, quindi si parla di IVA a credito. Al contrario, quando si vende un bene e si emette fattura, è il cliente a pagare il costo del bene più l’IVA; il venditore quindi incassa l’imposta che dovrà essere versata allo Stato (ed ecco perché si parla di IVA a debito).

• Valutazione preliminare: il Cedente presenta la dichiarazione IVA trimestrale o annuale.  Attraverso l’esame della documentazione fornita, viene avviata la “due diligence” preliminare e si procede alla formulazione dell’Offerta Commerciale al Cedente.

• Formulazione offerta e accettazione: il Cedente può accettare o meno l’offerta. In caso di accettazione si procede all’analisi dettagliata del credito e a richiedere l’approvazione dell’acquisto ai propri organi deliberanti.

• Perfezionamento della cessione: in caso di esito positivo si procede alla stipula del contratto di cessione tramite atto notarile e all’erogazione di quanto pattuito.

• Cessione a titolo definitivo di un credito vs P.A.

• Certezza dei flussi di cassa e miglior programmazione esigenze di tesoreria.

• Effetto positivo sugli indici di bilancio e per la riduzione dei crediti in bilancio.

Cessione del Quinto

Non occorre presentare alcuna garanzia.

Si. In questo caso la durata del prestito non può superare quella del contratto di lavoro.

Le principali differenze sono:

- l’importo della rata: nel caso della cessione del quinto, è pari al massimo ad un quinto dello stipendio o della pensione; nel caso del prestito personale, è in funzione dell’importo concesso e della durata;

- la modalità di rimborso: con la cessione del quinto, ogni mese, la rata viene detratta dallo stipendio o dalla pensione direttamente dall’azienda o dall’Ente Pensionistico; con il prestito personale, la rata può essere addebitata sul conto corrente o versata direttamente dal titolare tramite bollettino postale;

- importo erogabile: il Cliente che richiede un prestito personale può ottenere una somma fino a 50.000 euro;

- l’importo ottenibile con la cessione del quinto dipende dallo stipendio o dalla pensione percepita e può arrivare fino a 75.000 euro.

La Cessione del Quinto è protetta, come previsto per legge, da un programma assicurativo che garantisce il finanziamento dal rischio di credito qualora non sia possibile la continuazione dei pagamenti a causa del decesso del titolare e/o dalla perdita di impiego.

Sono obbligatorie soltanto le coperture assicurative a copertura del rischio decesso e del rischio impiego legate al prodotto Cessione del Quinto, in quanto previste per legge.

Il TFR viene posto a garanzia dell’operazione di finanziamento, in caso del licenziamento del richiedente, lo stesso sarà trattenuto sino a concorrenza del residuo debito del finanziamento.

Secondo il DPR 180/50, la Cessione del Quinto è destinata a tutti i lavoratori dipendenti assunti presso aziende private, para-statali e statali.

Il rimborso delle rate della Cessione del Quinto dello Stipendio viene realizzato direttamente dall’amministrazione dell’azienda del richiedente che tratterrà le rate dallo stipendio del lavoratore e provvederà al versamento delle stesse.

Il rimborso delle rate della Cessione del Quinto dello Stipendio viene realizzato direttamente dall’amministrazione dell’azienda del richiedente che tratterrà le rate dallo stipendio del lavoratore e provvederà al versamento delle stesse.

Sarà attivata la polizza assicurativa obbligatoria che coprirà il rimborso del prestito.

Il Doppio Quinto non è altro che un prestito con delega, ovvero un finanziamento che si affianca alla Cessione del Quinto con una rata che non supererà un altro quinto dello stipendi.

Sì, la legge permette la cessione di un massimo del 40% dello stipendio netto mediante due rate del 20% ciascuna. La prima rata è la Cessione del Quinto e la seconda è il Prestito Delega (spesso chiamato anche Doppio Quinto).

L’accettazione o meno di un prestito Delega è però lasciata alla discrezionalità del Datore di Lavoro che potrà quindi legittimamente rifiutarla se ritenesse che vi siano validi motivi per farlo.

No, l’azienda non potrà rifiutare le richieste di prestiti con Cessioni del Quinto.

Certo, si può estinguere in maniera anticipata la Cessione del Quinto dopo che la società erogante avrà calcolato il debito residuo.

Una cessione del quinto può essere rinnovata (rifinanziata) dopo che siano stati pagati i due quinti (2/5) delle rate complessive. Ad esempio una cessione a 120 rate potrà essere rifinanziata dopo il pagamento di 48 mensilità. Alcuni mesi prima di tale termine è possibile iniziare a valutare ed istruire la pratica. Per le cessioni di durata inferiore o uguale a 5 anni potrai richiedere il rinnovo dopo aver pagato almeno 3 rate, ma solo se intendi stipulare un nuovo prestito di durata pari a 10 anni.

Il tasso di interesse applicato su qualsiasi finanziamento è legato al cosiddetto “valore di rischio”: la Banca applica un costo proporzionale alla rischiosità dell’operazione per cautelarsi dalla possibilità che si verifichino perdite ed insolvenze. Da ciò deriva che finanziamenti “difficili” pagheranno un tasso di interesse elevato mentre finanziamenti a basso rischio pagheranno un tasso di interesse ridotto. Nel caso della cessione del quinto dello stipendio, la rata ti viene trattenuta direttamente sulla busta paga o sulla pensione. Di conseguenza l’operazione è quasi sicura per la Banca e questo permette di applicare tassi di interesse particolarmente convenienti e di poter dilazionare il rimborso su durate anche molto elevate. Anche per questo motivo le cessioni del quinto (oltre ad essere più economiche rispetto ad un prestito personale), possono essere erogate anche a cattivi pagatori, protestati e soggetti segnalati nelle black list del credito.

La Convenzione INPS è un accordo tra INPDAP (ora Inps Gestione dipendenti pubblici), banche e società finanziarie. Tale accordo permette di concedere prestiti a tassi agevolati e con numerosi vantaggi per pensionati e dipendenti. Ulteriore prerogativa è quella di permettere pagamenti pratici evitando inutile burocrazia. Differentemente da quanto accada per i prestiti tradizionali, in questo caso, è l’amministrazione pagante ad accreditare le rate alla società finanziaria che concede il prestito.

Factoring

Il factoring è un servizio complesso con maggiore valore aggiunto rispetto al credito bancario tradizionale. 

Per valutare la convenienza dell’operazione di factoring è necessario considerare a confronto il costo medio dei finanziamenti ed il costo di gestione interna del credito commerciale.

E’ necessario considerare che negli strumenti finanziari tradizionali non sono compresi tutti i servizi collaterali di gestione del credito i cui costi , nel factoring, si distinguono in: 

  • costo finanziario (interessi), relativo all’eventuale finanziamento implicito nel pagamento del credito prima della scadenza. Gli interessi praticati dal factor sono in linea con i tassi del mercato, tenuto conto delle caratteristiche della clientela e del rischio delle operazioni;
  • costo amministrativo (commissione), relativo alla gestione ed eventualmente alla garanzia di buon fine del credito; la commissione dipende dalla tipologia di servizi offerti e dalle caratteristiche (scadenze, importi, ecc…) dei crediti ceduti.

La convenienza del ricorso al factoring dipende dal confronto tra oneri amministrativi e finanziari tradizionali e oneri di factoring.

È inoltre importante valutare la destinazione dei flussi finanziari liberati attraverso lo smobilizzo dei crediti. I fondi finanziari anticipati grazie al factoring possono essere infatti utilizzati dalle imprese per rimborsare debiti in essere, oppure per finanziare lo sviluppo delle ve

Il factoring non è un’alternativa al credito bancario ma presenta una componente finanziaria che può essere utilizzata in via complementare alle altre fonti di finanziamento a disposizione dell’impresa.

Il factoring comprende diversi servizi:

  • anticipo dei crediti prima della relativa scadenza (in presenza di merito di credito)
  • amministrazione, gestione e incasso dei crediti
  • assistenza legale nella fase di recupero dei crediti
  • valutazione dell’affidabilità della clientela

Il factoring è adatto a tutte le imprese che intendono affidare a uno specialista il controllo del proprio portafoglio crediti e la relativa gestione.

La necessità del factoring si manifesta quando vi è uno sbilanciamentotra le esigenze della politica di credito commerciale dell’impresa e i termini e le condizioni di pagamento che l’impresa stessa concede alla clientela nonché in tutti i casi in cui ricorrono forme di dilazione di pagamento dei crediti.

Il mercato italiano del factoring coinvolge tutti i settori merceologici e imprese di ogni dimensione.

Normalmente, il factoring viene utilizzato dalle imprese più “giovani”, dalle imprese in fase di forte espansione, dalle imprese con numerosi clienti, dalle imprese della grande distribuzione e da quelle con attività stagionali; più in generale il factoring è utile alle imprese per le quali la gestione del capitale circolante costituisce un aspetto strategico dell’attività.

  • Gli operatori del factoring (società di factoring e banche) supportano l’attività d’impresa rendendosi disponibili ad accogliere in cessione crediti commerciali presenti e/o futuri derivanti anche da interi contratti smobilizzati, come pure crediti di natura fiscale.

 

  • Il factoring privilegia una relazione duratura con l’impresa in modo da poter affiancare le funzioni amministrative, organizzative, finanziarie e relative alla gestione dei crediti che sorgono nell’esercizio dell’attività.

 

  • Il factoring può consentire lo smobilizzo dei crediti dei fornitori nazionali (gli esportatori) verso gli acquirenti esteri e dei crediti dei fornitori esteri verso i debitori nazionali (gli importatori).

 

  • L’esigenza di recupero degli insoluti è all’ultimo posto tra le motivazioni del ricorso al factoring da parte delle imprese italiane.
  • Velocità e sicurezza nei tempi di erogazione del corrispettivo dei crediti ceduti sono alcuni dei principali vantaggi offerti dal factoring (in presenza di merito creditizio). Il servizio contribuisce inoltre a garantire il buon fine dei crediti dell’impresa e può consentire di ottenere sostegno finanziario temporaneo e di programmare gli incassi facilitando la crescita del fatturato.

 

  • Il factoring è un servizio a elevato grado di personalizzazione, in relazione alle caratteristiche e alle esigenze manifestate dalla clientela.
  • Strumento ormai consolidato nell’ambito del sistema economico e finanziario, il factoring è presente in Italia da più di trent’anni e coinvolge decine di migliaia di imprese. 
  • In generale, le imprese che dispongono di una più consolidata esperienza relativa al ricorso al factoring apprezzano i molteplici vantaggi e le sue specificità economiche e finanziarie.
  • Il factoring produce effetti positivi su diverse aree dell’attività d’impresa, interessate dalla gestione del credito commerciale.
  • Il ricorso al factoring può condurre a un aumento del volume d’affari dell’impresagrazie alla possibilità di smobilizzare crediti non ancora scaduti e quindi di liberare risorse finanziarie per lo sviluppo dell’attività.
  • Il ricorso al factoring comporta un aumento della velocità di circolazione del capitale d’esercizioattraverso la riduzione del ciclo monetario (dal pagamento degli acquisti delle materie prime all’incasso delle vendite dei prodotti finiti) e riduce altresì il fabbisogno finanziario dell’impresa.
  • Il factoring comporta un miglioramento delle funzioni dedite al rapporto con la clientela e di conseguenza anche degli aspetti produttivi e commerciali.
  •  

Al contrario. La cessione dei crediti nell’ambito di un rapporto di factoring è un fatto normale della vita aziendale e rappresenta un segno che l’impresa fornitrice è attenta al governo dei propri crediti e alla programmazione dei flussi di cassa ad essi conseguenti.

Mutuo ipotecario

Si ha ritardato pagamento quando una rata viene pagata dopo la sua scadenza. In tal caso il debitore può essere dichiarato moroso dalla banca ed essere quindi tenuto a pagare gli interessi di mora per risarcire il creditore del danno derivante dal ritardato pagamento della rata. I tassi di mora vengono determinati nel contratto di mutuo in misura superiore al tasso di interesse nominale. I ritardi nei pagamenti sono segnalati ai sistemi di informazione creditizia e sono quindi visibili al sistema bancario che, in presenza di ritardi, potrebbe non accordare nuovi finanziamenti. Secondo l’art. 40 del TUB la Banca può richiedere la risoluzione del contratto di mutuo al verificarsi di almeno 7 ritardati pagamenti; a tal fine, però, il ritardo deve essere superiore ai 30 giorni rispetto alla scadenza della rata.

Tutti i mutui hanno un proprio piano di ammortamento: il piano di rimborso dettagliato contente tutte le rate che mensilmente andranno a pagare gli interessi maturati e a rimborsare il finanziamento. In italia il piano di ammortamento più diffuso è quello “alla francese” e prevede una rata composta da una componente pari agli interessi maturati nel mese (quota interessi) e una parte che va a ridurre il debito (quota capitale). La quota interessi, man mano che si rimborsa il capitale si riduce, la quota capitale invece aumenta per mantenere costante la rata nel tempo. Calcolare la rata del mutuo non è così semplice, ma volendo utilizzare una calcolatrice la formula è la seguente:

r = ( 1 + 1 / { ( 1 + i / 12 ) ^ n – 1 } ) * i / 12 * M

dove r è la rata, i è il TAN, n il numero di rate e M è l’importo del mutuo.
Una volta ottenuta la rata, il calcolo degli interessi è molto semplice ed è pari a:

I = r * n – M

dove I sono gli interessi totali, r è la rata, n il numero di rate e M è l’importo del mutuo.

La surroga del mutuo consente di cambiare mutuo sostituendo la propria banca con una nuova senza dover affrontare nessuna spesa: le spese di istruttoria, perizia e del notaio vengono sostenute dalla nuova banca. La surroga consente di cambiare la durata del mutuo, così come il tipo e l’ammontare del tasso di interesse; permette anche di estromettere eventuali garanti del mutuo, ma generalmente con la surroga non è possibile ottenere della liquidità aggiuntiva. La surroga conviene se:

  • La nuova banca offre mutui con tassi di interesse più bassi, riducendo quindi la spesa per interessi;
  • Si vuole cambiare il tipo di tasso, passando ad esempio dal tasso variabile al tasso fisso avendo la serenità di una rata costante nel tempo;
  • Si desidera allungare la durata del mutuo per ottenere una rata più bassa.

Quando la banca non ritiene che i redditi percepiti da chi richiede il mutuo siano sufficienti, può richiedere una fideiussione, ossia la garanzia prestata da un soggetto terzo – tipicamente il coniuge o un genitore – che si impegna a rimborsare le rate del mutuo qualora il mutuatario si trovasse nell’impossibilità di farlo.

Lavoratori atipici, autonomi e liberi professionisti possono ottenere un mutuo purché abbiamo la possibilità di dimostrare una certa anzianità e continuità lavorativa:

  • Per i lavoratori a tempo determinato o atipici si richiedere la dimostrazione di aver lavorato almeno 18 mesi negli ultimi 2 anni;
  • Per i lavoratori autonomi o liberi professionisti, la banca richiede di visionare le ultime due dichiarazioni dei redditi.

Il mutuo surroga e il mutuo di sostituzione consentono entrambi di cambiare mutuo e banca erogante per ottenere delle condizioni economiche migliori. La differenza sta nel fatto che la surroga non comporta alcuna spesa per il cliente ma non consente di ottenere liquidità aggiuntiva, mentre il mutuo sostituzione permette di ottenere liquidità aggiuntiva ma comporta il pagamento delle spese di istruttoria, perizia e notaio.

Acquistare casa finanziando l’intero prezzo di acquisto con un mutuo non è semplice: solo pochi istituti concedono mutui integrali, spesso richiedendo interessi molto più elevati rispetto a quelli richiesti per i mutui che finanziano fino all’80% del valore della casa. Come realizzare il sogno di acquisto casa se non si dispone di risparmi pari al 20% del prezzo di acquisto? La maggior parte degli italiani che comprano casa fanno ricorso all’aiuto dei genitori, che possono mettere a disposizione i propri risparmi o richiedere un mutuo liquidità sulla propria casa.

Quando si accende un mutuo l’unica assicurazione obbligatoria è la “Scoppio e Incendio” ovvero l’assicurazione che tutela l’assicurato nel caso in cui l’immobile sia danneggiato appunto da uno scoppio o un incendio. Sebbene la presenza di tale polizza sia obbligatoria, il mutuatario è libero di sottoscrivere la polizza proposta dalla banca o una proposta dal proprio assicuratore di fiducia. Tutte le altre polizze associate ai mutui, come le polizze Vita o CPI o per la perdita di impiego, sono sempre facoltative.

Non esiste in assoluto un tasso migliore rispetto ad un altro, ma solo quello che meglio risponde alle tue esigenze. Chi è più propenso al rischio e ha la ragionevole aspettativa di incrementare il proprio reddito potrà preferire il tasso variabile, mentre chi ha una situazione reddituale statica, famiglia a carico e bassa propensione al rischio, preferirà di sicuro il tasso fisso. Per quanto importante, la scelta del tipo di tasso può essere comunque affrontata con relativa leggerezza, in quanto è sempre possibile surrogare o rinegoziare il proprio mutuo cambiando tipo tasso.

Il tasso di interesse applicato da una banca ai propri mutui è solitamente definito dalla somma tra un indice di mercato – l’Euribor per i tassi variabili e l’IRS per i tassi fissi – e lo spread applicato dalla banca. Se assumiamo che l’indice di mercato sia una buona rappresentazione del costo del denaro per la banca, lo spread del mutuo è il margine che la banca applica al costo del denaro per sostenere i propri costi operativi (costo del personale, uffici, ecc) e per ottenere dei profitti.

L’ipoteca rappresenta la garanzia per la banca contro il pericolo del mancato pagamento delle rate. L’ipoteca viene iscritta su pubblici registri e consente alla banca, al mancato pagamento di 18 rate mensili da parte del mutuatario, di richiedere la messa all’asta dell’immobile su cui è stata iscritta l’ipoteca stessa. In questo modo la banca ha modo di recuperare le somme dovute dal mutuatario ed estinguere il mutuo insolvente. Nel caso in cui il ricavato dell’asta dovesse superare le somme spettanti alla banca, il residuo sarà assegnato all’ex proprietario dell’immobile.

Il mutuo con “cap” o “tetto massimo” è un mutuo a tasso variabile con un limite massimo fissato contrattualmente oltre il quale il tasso d’interesse non potrà mai salire, a prescindere dall’andamento dei tassi di mercato. In caso di diminuzione dei tassi, come tutti i tassi variabili, la rata beneficerà di una riduzione, mentre in caso contrario potrà salire ma solo fino al valore rappresentato dal “cap”. Il costo della garanzia per il cliente è rappresentato in genere da uno spread più alto rispetto ad un tasso variabile puro.

Il tasso di interesse dei mutui a tasso variabile è determinato dalla somma dell’indice Euribor e dello spread previsto contrattualmente nell’atto di mutuo. Lo spread del mutuo non subisce variazioni per tutta la durata del mutuo, ma l’Euribor ha stabilmente valori negativi dall’inizio del 2015. In caso di Euribor negativo, il tasso di interesse, se non diversamente specificato nel contratto di mutuo, è dato dalla somma algebrica di spread e dell’indice Euribor, quindi il mutuatario pagherà un tasso di interesse inferiore allo spread. Nei contratti mutui a tasso variabile erogati dopo il 2015, alcune banche hanno introdotto la cosiddetta “clausola del floor” per fare in modo che il tasso variabile, in caso di Euribor negativo, non possa scendere al di sotto di un certo livello (detto appunto “floor” o pavimento). Nella maggior parte dei casi il “floor” coincide con lo spread.

Si ha accollo di un mutuo quando si subentra in qualità di un mutuatario a un’altra persona, assumendo tutte le obbligazioni derivanti dal contratto di mutuo. Un caso tipico di accollo si ha quando chi acquista un immobile, invece di sottoscrivere un nuovo mutuo si accolla quello del venditore, subentrandogli. In questo caso l’acquirente risparmia alcune spese quali la perizia, le spese di assicurazione scoppio e incendio, ma l’impossibilità di cambiare importo e tasso di interesse rende spesso l’operazione poco conveniente. L’accollo del mutuo libera il mutuatario originario solo con il consenso della banca erogante, che potrà essere fornito solo dopo un’attenta valutazione della capacità di rimborso del nuovo debitore subentrante.

Quando si teme il rischio di non riuscire a pagare le rate del mutuo è bene essere previdenti, valutando la sottoscrizione di una polizza CPI che preveda il rimborso delle rate del mutuo in caso di perdita di impiego o inabilità temporanea al lavoro. Se non si è stati abbastanza previdenti da sottoscrivere una polizza CPI e ci si rende conto che la rata del mutuo è troppo pesante per il budget familiare, occorre agire per tempo evitando di arrivare al mancato pagamento della rata:

  1. Parlare con la propria banca per tentare di rinegoziare le condizioni del mutuo riducendo il tasso di interesse o allungando la sua durata residua per ridurre l’importo della rata e renderla maggiormente sostenibile;
  2. Tentare la via della surroga cercando sul mercato un mutuo con condizioni economiche migliori e una durata più lunga.

Nel caso in cui si perda il lavoro e quindi non si sia più in grado di pagare le rate del mutuo è possibile, tramite la propria banca, richiedere l’adesione al Fondo di Solidarietà per l’Acquisto della Prima Casagestito da CONSAP che consente di sospendere fino a 18 rate del mutuo.

Quando si teme il rischio di non riuscire a pagare le rate del mutuo è bene essere previdenti, valutando la sottoscrizione di una polizza CPI che preveda il rimborso delle rate del mutuo in caso di perdita di impiego o inabilità temporanea al lavoro. Se non si è stati abbastanza previdenti da sottoscrivere una polizza CPI e ci si rende conto che la rata del mutuo è troppo pesante per il budget familiare, occorre agire per tempo evitando di arrivare al mancato pagamento della rata:

  1. Parlare con la propria banca per tentare di rinegoziare le condizioni del mutuo riducendo il tasso di interesse o allungando la sua durata residua per ridurre l’importo della rata e renderla maggiormente sostenibile;
  2. Tentare la via della surroga cercando sul mercato un mutuo con condizioni economiche migliori e una durata più lunga.

Nel caso in cui si perda il lavoro e quindi non si sia più in grado di pagare le rate del mutuo è possibile, tramite la propria banca, richiedere l’adesione al Fondo di Solidarietà per l’Acquisto della Prima Casagestito da CONSAP che consente di sospendere fino a 18 rate del mutuo.

Ogni anno l’INPS stanzia dei fondi destinati all’erogazione di finanziamenti a condizioni agevolate per l’acquisto e la ristrutturazione della casa da parte di dipendenti e pensionati pubblici iscritti all’ex INPDAP. Tali finanziamenti sono soggetti alla disponibilità dei fondi stanziati dall’INPS stesso, quindi per gestire tutte le richieste, l’INPS ha sottoscritto delle convenzioni con Banche e Società finanziarie affinché eroghino mutui e prestiti ai dipendenti e pensionati ex-INPDAP a condizioni di favore. In quest’ultimo caso, la domanda di mutuo in convenzione potrà essere presentata direttamente alla Banca convenzionata evitando di interfacciarsi con l’INPS. I tassi estremamente bassi che stanno caratterizzando il mercato dei mutui italiano hanno eroso la convenienza dei mutui ex-INPDAP e sempre più dipendenti pubblici si rivolgono al mercato libero dei mutui a scapito di quello in convenzione.

In caso di separazione o divorzio dei coniugi cointestatari del mutuo casa, nulla accade al mutuo: entrambi saranno tenuti, in solido, al pagamento delle rate del mutuo. Spesso negli accordi o nella sentenza di separazione si stabilisce che l’obbligo di pagare il mutuo ricada solo su uno dei due coniugi, tuttavia tali disposizioni non liberano del tutto l’altro coniuge che risponderà come garante nei confronti della banca. Per liberare totalmente uno dei coniugi è possibile procedere in due modi:

  1. Richiedere l’accollo liberatorio alla propria banca: uno dei coniugi si fa interamente carico del debito e l’altro viene liberato da ogni obbligo con il consenso della banca erogante che prima di rilasciare il consenso farà una breve istruttoria sui redditi del coniuge subentrante nel debito;
  2. Richiedere un mutuo di sostituzione a un altro istituto bancario: in questo modo il vecchio mutuo sarà estinto e se ne sottoscriverà uno nuovo in capo ad uno solo dei coniugi.

La possibilità di estinguere anticipatamente il mutuo è prevista dalla legge e per tutti i mutui stipulati dal 2 febbraio 2007, l’estinzione anticipata non può essere soggetta a penali. L’estinzione può anche essere parziale, ossia consistere nella restituzione di una parte del debito residuo nei confronti della banca. Perché l’estinzione sia vantaggiosa occorre:

  1. verificare il costo effettivo del mutuo tenendo conto delle spese periodiche di mantenimento, come incasso rata e gestione amministrativa, nonché dei benefici fiscali derivanti dalla detrazione fiscale del 19% degli interessi pagati ogni anno;
  2. verificare se vi siano investimenti finanziari con basso profilo di rischio che offrano rendimenti netti superiori al costo effettivo del mutuo.

Se il rendimento netto degli investimenti finanziari è superiore al costo del mutuo non c’è convenienza nell’estinzione anticipata del mutuo. Infine è bene non privarsi di tutti i propri risparmi per effettuare l’estinzione del mutuo per poter far fronte a spese impreviste.

In caso di acquisto di un immobile che necessiti di una ristrutturazione importante, alcuni istituti offrono mutui di acquisto + ristrutturazione. Si tratta di due mutui distinti: il primo è un mutuo che finanzia fino all’80% del prezzo di acquisto, mentre il secondo è un mutuo di ristrutturazione erogato a Stato Avanzamento Lavori – cosiddetta erogazione a SAL – che finanzia i lavori di ristrutturazione in modo tale che la somma dei due mutui non superi l’80% del valore di perizia dell’immobile a fine lavori.

Per accendere un mutuo spesso è necessario sostenere diverse spese:

  • spese di istruttoria;
  • spese di perizia;
  • spese per premi assicurativi;
  • spese per imposte.


Le spese di istruttoria e spese per imposte vengono sempre trattenute dalla banca al momento dell’erogazione, ne consegue che nel caso in cui non si arrivi all’erogazione nulla sarà dovuto. Per quanto riguarda la perizia, diverse banche ne richiedono il pagamento nel momento del sopralluogo da parte del perito. Infine, i premi assicurativi delle polizze associate al mutuo sono trattenuti dalla banca al momento dell’erogazione se tali polizze sono collocate dalla banca stessa. Nel caso in cui ci si rivolga al proprio assicuratore di fiducia, il premio dovrà essere pagato entro l’emissione della polizza, che dovrà avvenire prima della stipula del contratto di mutuo.

Prestito personale

E’ un prestito destinato a finanziare generiche esigenze di spesa o di consumo personali o familiari; le somme sono erogate in un’unica soluzione e prevedono il rimborso in base ad un piano di ammortamento. Il cliente, una volta ottenuti i fondi, potrà disporne per la finalità comunicata al finanziatore oppure per altre finalità.

Puoi fare la richiesta direttamente on-line cliccando l’area di interesse che risponde alle tue esigenze e inserendo i tuoi dati oppure puoi chiamare il numero verde 800 68 27 29 per scoprire il point Kredias a te più vicino e prendere un appuntamento con un nostro incaricato.

Un’età compresa tra 18 e 75 anni (compresa la durata del prestito personale), un reddito dimostrabile regolamentato dalla legge italiana e residenza sul territorio italiano.

Se la richiesta è stata effettuata on-line riceverai via e-mail l’esito dell’istruttoria, altrimenti ti verrà comunicato dal nostro incaricato. In caso di istruttoria conclusasi positivamente dovrai fornire i documenti per procedere all’erogazione dell’importo da te richiesto.

Tramite bonifico bancario sul conto corrente.

Il c/c deve essere intestato e/o cointestato all’intestatario del finanziamento o al coobbligato.Ti ricordiamo inoltre che non vengono accettati libretti postali nè IBAN di conti collegati a carte prepagate/ricaricabili (salvo eccezioni a seconda delle condizioni contrattuali della tua banca).

La linea di credito revolving è la concessione di un fido ad un cliente da parte di una banca o società finanziaria; il fido concesso si ricostituisce, per la sola quota capitale, ogni volta che si effettuano i rimborsi tramite rate e versamenti periodici. In questo modo il cliente ha una disponibilità continua di una somma di denaro da utilizzare, finchè non decide di estinguere la linea di credito revolving, secondo le modalità stabilite dal contratto.

Per completare con successo la richiesta dovrai fornire i seguenti documenti: 

 

  • Lavoratore dipendente. Tempo Indeterminato: ultima busta paga, credenziali Spid o una copia del tuo documento di identità e il tuo codice fiscale. Se sei stagionale anche la Certificazione Unica.

 

  • Pensionato: Ultimo cedolino della pensione e Certificazione Unica relativa all’anno precedente, credenziali Spid o una copia del tuo documento di identità e il tuo codice fiscale.

 

  • Lavoratore autonomo: modello redditi PF relativo all’anno precedente con presentazione telematica (ex unico). Credenziali Spid o una copia del tuo documento di identità e il tuo codice fiscale.

Il nostro prestito non è finalizzato. Ciò significa che, una volta ottenuto l’importo richiesto, hai la libertà di utilizzarlo come preferisci, senza dover fornire specifiche giustificazioni. 

Ad esempio, puoi utilizzare il Prestito per acquistare un’auto (anche usata), una moto, organizzare un viaggio, affrontare spese di ristrutturazione per la casa, finanziare un matrimonio e persino per affrontare spese impreviste. 

Il tempo necessario per ricevere la somma sul tuo conto con il Prestito dipenderà dal processo di approvazione e dalla documentazione fornita. Kredias si impegna a fornirti un riscontro entro 3 giorni lavorativi dalla data di presentazione della richiesta e, in caso di approvazione, riceverai il prestito direttamente sul tuo conto personale.

Anticipo Trattamento di Fine Servizio

L’anticipo del TFS è un finanziamento riservato ai dipendenti pubblici e statali che hanno raggiunto la pensione e sono interessati a ricevere il TFS maturato con tempistiche anticipate rispetto a quelle contemplate dalla normativa, che, ad esclusione di specifiche eccezioni, prevede attese di minimo 12 mesi ed erogazione in più tranche.
È possibile richiedere un Anticipo TFS per tutti i neo pensionati del settore pubblico e statale.

I documenti necessari per l’avvio dell’iter di richiesta del finanziamento sono:

  • Carta di identità e Codice fiscale
  • Ultima certificazione dei redditi
  • Cedolino pensione
  • Piano di liquidazione

Le principali differenze sono:

  • l’importo della rata: nel caso della cessione del quinto, è pari al massimo ad un quinto dello stipendio o della pensione; nel caso del prestito personale, è in funzione dell’importo concesso e della durata;
  • la modalità di rimborso: con la cessione del quinto, ogni mese, la rata viene detratta dallo stipendio o dalla pensione direttamente dall’azienda o dall’Ente Pensionistico; con il prestito personale, la rata può essere addebitata sul conto corrente o versata direttamente dal titolare tramite bollettino postale;
  • importo erogabile: il Cliente che richiede un prestito personale può ottenere una somma fino a 50.000 euro;
  • l’importo ottenibile con la cessione del quinto dipende dallo stipendio o dalla pensione percepita e può arrivare fino a 75.000 euro.
È possibile ottenere fino al 100% delle somme depositate presso l’INPS.
È possibile compilare il form per richiedere un contatto con oppure venirci a trovare in uno dei nostri Punti vendita sul territorio. Fornendoci i documenti d’identità e i moduli di reddito, si avvierà l’iter istruttorio e ti seguirà in tutte le fasi della richiesta di finanziamento. E ti seguiremo in tutte le fasi.

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